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#14 – 30 Rock

L. | sabato 13 gennaio 2018

Ideata e interpretata da Tina Fey per la rete televisiva NBC, 30 Rock è una serie comedy passata un po’ in sordina da noi in Italia e andata in onda dal 2006 al 2013. Sette stagioni in cui il genio comico di Tina Fey (qualcuno la ricorderà per la sua imitazione di Sarah Palin nel 2008 al Saturday Night Live) ironizza su tutto e tutti, soprattutto su se stessa.

Trama: Liz Lemon è la capo sceneggiatrice del TGS, uno show comico per donne. Ma il direttore della rete, l’uomo d’affari Jack Donaghy, mette al centro del programma un comico maschio amato dal pubblico, anche se completamente pazzo. Liz deve districarsi tra le difficoltà di mandare avanti lo show e i disastri della sua vita privata, in quanto è una donna sulla soglia dei quaranta e disperatamente single senza altra distrazione che non sia il lavoro. Spesso chi scrive lo fa attingendo dalla propria autobiografia, e infatti 30 Rock è una sorta di diario personale della Fey ai tempi del SNL*, una rielaborazione della sua esperienza come (prima) capo sceneggiatrice (donna) nel programma.

A giudicare dal plot, 30 Rock potrebbe sembrare una di quelle comedy che racconta il solito cliché femminile dell’odissea quotidiana di una donna che deve conciliare carriera e vita privata. In realtà, ciò che ci mostra lo show è molto di più: ci mostra una donna alle prese con un mondo fatto di assurdità e follie, che vive secondo regole che masticano e sputano tutto e tutti, donne, uomini, bianchi, neri, ricchi, poveri. Le follie che vive Liz Lemon sono legate alla sua sfera privata e al suo passato, all’essere donna, all’essere single a quasi quarant’anni, all’essere contemporaneamente dipendente e capo. E così le follie che vive il suo capo, Jack Donaghy, legate all’essere un self-made man di successo, all’essere un abile stratega, un uomo infallibile e un figlio strangolato dal cordone ombelicale. Così le follie di Tracy Jordan (l’attore pazzo) sono di natura psichica, ma anche legata all’essere nero e all’essere disgustosamente ricco. L’elenco è infinito e questa marea di assurdità non si riducono alla semplice storia di una donna in carriera: è la società che non ce la fa a essere competitiva e sana allo stesso tempo, lo sono i suoi membri. Per di più la lente che ci mostra questa assurdità – la nostra assurdità – è la più deformata e pazza di tutte, la televisione.

Seppi di 30 Rock per la prima volta leggendo un volume di Robert McKee, il guru delle regole di sceneggiatura. Dopo averlo visto ho capito perché viene citato: Tina Fey in questa serie dimostra di essere un’eccellente sceneggiatrice comica e di sapere come scrivere dell’ottimo materiale. Lo show esplode letteralmente in un continuo incedere di sketch, di situazioni surreali e totalmente assurde che produce una risata dietro l’altra. Uno dei pregi della serie è proprio la varietà e mescolanza di stili e registri comici che adopera. In 30 Rock trovi comicità di ogni tipo: dal gioco di parole alla pungente satira politica, dallo humour inglese alla parodia, dal nonsense all’ironia e autoironia ebraica, dal sarcasmo alle battute raffinate che comprendi solo dopo qualche secondo. Ce n’è per tutti i gusti e personalmente vi suggerisco di non perdere gli sketch del Dr. Spaceman. Lui per me è il massimo.

Il ritmo della serie è incalzante, e davvero a volte non si riesce a stare dietro alle battute. Qui perciò si propone la vexata quaestio sul doppiaggio. Da una parte mi sento di dire che nel doppiaggio si perdono davvero moltissime gag e riferimenti. Dall’altra bisogna ammettere che molti giochi di parole, riferimenti a celebrità e casi di cronaca americani non verrebbero compresi se i doppiatori non cercassero di renderne in parte il senso. Che volete che vi dica, fate un po’ come vi pare.

30 Rock è una serie comedy totalmente assurda, che parla attraverso delle assurdità di un contesto lavorativo che vive letteralmente sulle assurdità, la televisione. Tra le risate ci guardiamo negli occhi l’un l’altro, con le lacrime che scendono sulle guance, e ci chiediamo se tutte queste risate siano un inno alla gioia e all’essere vivi o se siamo sotto l’effetto letale di un gas esilarante, la follia del mondo.

L.

* Il Saturday Night Live è uno dei programmi satirici più longevi e famosi della tv americana. Dal 1975 a oggi ha dato visibilità e fama a innumerevoli comici americani: Dan Aykroyd, John e James Belushi, Billy Crystal, Ben Stiller, Gilbert Gottfried, Robert Downey Jr., Damon Wayans, Mike Myers, Adam Sandler, Jimmy Fallon, Rob Schneider, Will Ferrell, Will Forte, Amy Poheler, Andy Samberg. È il programma che ha lanciato nello star system Bill Murray e Eddie Murphy.